Dancing in the Forest – la prima foresta creata

Dancing in the Forest – la prima foresta creata

Il territorio milanese ha la caratteristica di essere ricco di opportunità lavorative ma povero di boschi ed aree verdi. Negli ultimi anni però il vento sembra stia cambiando e, in primis le Amministrazioni, sulla scia delle capitali del nord-Europa stanno iniziando a credere che la natura debba essere parte integrante del contesto metropolitano. La nuova struttura di pensiero, forse legata ad un trend modaiolo, ha permesso anche agli attori privati, internazionali e nazionali, di finanziare le opere a verde della città al fine di farsi pubblicità o, in modo più appropriato e dignitoso, di mostrare il proprio impegno etico verso la città del futuro.

Nascono così nuovi nuclei verdi e spazi di aggregazione che, grazie a finanziatori privati, vedono la luce attraverso l’impegno di realtà associative.

È il caso di Selva Urbana che, dopo un kick-off fatto di raccolte fondi dal basso (eventi, corner per le piazze, donazioni offline e online da cittadini) ha intrapreso la strada delle donazioni aziendali, realizzando in soli 2 anni 5 foreste urbane provenienti da proventi corporate. Non ci soffermeremo però sulla crescita di Selva Urbana ma piuttosto sullo sviluppo della prima vera foresta dell’associazione, la più importante, quella che ha dato il via alla passione e desiderio di trasformare la città di Milano.

Era il 2015 e veniva chiuso il primo accordo formale tra Selva Urbana e il Comune di Sesto San Giovanni. Grazie ad una serie di eventi sportivi erano stati raccolti oltre 1.000 euro poi dirottati sull’acquisto di circa 70 alberi forestali con altezze variabili dai 130 cm e i 200 cm. Nel settembre del 2015 viene firmato l’accordo per forestare l’area nei pressi del Centro Commerciale Vulcano, uno spazio dove oltre dieci anni prima vi erano gli alti forni della Falck ma che allo smantellamento dell’industria è stato bonificato. L’area, preparata a dovere, è stata poi fornita di impianto di irrigazione che ha permesso alle piante, negli anni di maggiore siccità come il 2017, di sopravvivere. I soci si sono comunque impegnati nel monitoraggio del territorio e ogni cambio stagione hanno controllato e fotografavano gli alberi donati.

La sorpresa è arrivata inaspettata il 30 agosto 2018 quando, durante un sopralluogo, siamo stati felicemente sorpresi. Gli alberi erano cresciuti fino a raggiungere i 4 metri di altezza con chiome folte e tronchi di 15 cm di diametro. Possiamo affermare che il nostro primo progetto ha finalmente preso le sembianze desiderate. Oggi la foresta di Sesto San Giovanni è uno spot ambientale che raccoglie tutte le esigenze del territorio e della sua popolazione (esseri umani e animali), con chiome che possono ospitare volatili e scoiattoli e che producono abbastanza ombra per ridurre la calura estiva. La rinascita dell’area è anche la conseguenza di un lavoro naturale che gli alberi operano sul terreno, si tratta della Phytoremediation, la proprietà di purificazione e di pulizia che le radici degli alberi generano sui terreni. È una “Dancing in the Forest” quella che oggi ci troviamo a ballare, una danza propiziatoria capace nei prossimi anni di far cambiare il volto della nostra città. Siamo felici di aver dato il via a questo processo e speriamo che anche tu possa trarne benefico, partecipando, diventando socio o semplicemente vivendo.

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